Il posto (1961)
di Ermanno Olmi
Regia e sceneggiatura: Ermanno Olmi
Domenico Cantoni, giovane figlio di una
famiglia operaia che abita nell'hinterland
milanese, si reca nella sede di una grande
azienda di Milano per sostenere il primo di
una serie di esami e concorrere così
all'assegnazione di un posto di lavoro.
Conosce Antonietta, una ragazza graziosa
che, come lui, si è presentata per
l'assunzione. Con lei, nell'intervallo tra le
prove subito dopo il pranzo, fa un giro per
la città autunnale a guardare le vetrine
dei negozi. Nel pomeriggio Domenico
sostiene la visita medica e l'esame
psicotecnico, poi la sera torna in treno a
Meda, il suo paese.
Poco tempo dopo Domenico è convocato
dalla società e lì incontra di nuovo
Antonietta, ma deve subito separarsi da
lei per sostenere l'ultimo colloquio con uno
dei dirigenti. Gli viene offerto il posto di
fattorino d'anticamera in attesa che si
liberi un posto da impiegato e Domenico
conosce i suoi futuri colleghi. All'uscita dal
lavoro, in un giorno di pioggia, Domenico
attende invano Antonietta che esce
accompagnata da un altro collega. La sera
di capodanno, il dopolavoro aziendale
organizza una festa tra i dipendenti della
società e Domenico si presenta nella
speranza di rivedere Antonietta. Domenico
sulle prime è intimidito poi, quando si
rende conto che la ragazza non verrà più,
finisce per socializzare e partecipa
all'allegria generale. Quando uno degli
impiegati muore, si libera un posto per
Domenico; al ragazzo viene assegnato
l'ultimo tavolo in fondo alla stanza, posto
che occuperà per il resto della sua vita.
Ermanno Olmi (Treviglio, Bergamo, 1931) si
trasferisce giovanissimo a Milano dove
lavora per la Edison che gli affida la
Sezione cinematografica e, tra il 1953 e il
1961, gira una trentina di cortometraggi a
carattere documentario. Il tempo si è
fermato del 1959 è il suo primo
documentario a soggetto. Nel 1961 Olmi
fonda la Società di Produzione 22
dicembre e presenta alla Mostra del
cinema di Venezia Il posto. Il film viene
elogiato dalla critica internazionale e
ottiene il Premio OCIC e il Premio della
Critica a Venezia, la Spiga d'oro alla
Settimana del cinema e dei valori umani di
Valladolid, infine il David di Donatello per la
miglior regia. Con L'albero degli zoccoli
vince la Palma d'oro al Festival di Cannes
nel 1978. Svolge una intensa attività
televisiva, dirigendo documentari e
inchieste principalmente a carattere
storico-sociale e gira filmati pubblicitari.
Fra il 1982 e il 1983 apre a Bassano del
Grappa la scuola di regia Ipotesi Cinema.
Nel 1987 Lunga vita alla Signora! vince
(ex-aequo con Maurice di James Ivory) il
Leone d'argento a Venezia, mentre l'anno
seguente Olmi ottiene il Leone d'oro con
La leggenda del santo bevitore. L’ultimo
film di Olmi, Il mestiere delle armi, ha
concorso all’ultimo festival Cannes.
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