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Interiora, le regioni più interne. Exteriora, ai margini, interi (2001)
di Tonino De Bernardi

Regia e sceneggiatura: Tonino De Bernardi con la collaborazione di Donatello Fumarola e Alberto Momo, Montaggio: Piero Lassandro Interpreti: Elena Bucci, Giulietta De Bernardi, Pia Covre, Marco Sgrosso, Donatello Fumarola, Filippo Timi, Alberto Momo, Santino Esposito, Federico Ercole Produzione: Lontane Province Film formato: Betacam SP durata: 90’


Un film a pezzi ossia di pezzi per raccontare unioni e disunioni e qua e là anche una solitudine, volevo darvi qualcosa che mi rappresentasse totalmente in questo momento: sento e so che il mio cinema è docu con fiction o fiction con docu indissolubilmente e la tensione del farlo va con questo ho pensato INTERIORA / EXTERIORA o solamente INTERIORA che è come aprire agli altri il mio laboratorio interno, e cioè un insieme di pezzi che formano appunto le interiora del corpo ma volevo anche - mi appello al latino - significare le cose intime nascoste segrete appunto LE REGIONI PIÙ INTERNE e significare AI MARGINI la condizione di chi è lì lì, di chi pencola, uno schiavo della vita e del mondo e ributtato appunto al margine, ai margini, o su una spiaggia avanti e indietro come corpo morto la risacca del mare, amen. …Le persone non rimangono sempre uguali, ancora non sono state terminate, ma vanno sempre mutando. Migliorano o peggiorano…- “Margine” è se ben ricordo così più o meno si chiama un film muto classico mitico brasiliano, io lo accosto al mio, anche se contro ogni logica contro ogni apparenza o somiglianza, non c’entra con il mio ma io lo penso, l’ho dentro di me, nelle interiora appunto, senza saperlo né coscientemente ricordarlo più mentre filmo, affiora dopo… e i vari capitoli di questo INTERIORA chiamiamolo film a pezzi, sono: Fine di Ophelia Volti con voce, voci senza volto Margine, ai margini Torbido inganno You Are My Destiny, 9 e 10 Come la risacca in fine …sono sempre lì che con il mio cinema rincorro qualcosa che amo o voglio di più amare e afferrare e capire e far mio e restituirlo ricrearlo per gli altri e il capitolo prostituzione è diventato per me un centro focale perché lo vedo come la legge della domanda e dell'offerta che regola il mondo e la vita, io adesso so che per tutta la vita si va avanti a domandare agli altri e ogni cosa che ti arriva o ti viene data la devi pagare e la prostituzione mi sembra qualcosa che rende più evidente la crudezza crudeltà di questo più generale meccanismo della vita e del mondo, vorrei con te parlarne… Poi mi rivolsi ad altre cose e vidi le prepotenze che si fanno sotto il sole, vidi le lacrime degli innocenti, e nessuno a consolarli, li vidi incapaci di opporsi all’altrui violenza e privi di ogni soccorso.

Tonino De Bernardi (Chivasso, 1937) si laurea in Storia della musica discutendo con Massimo Mila una tesi su Stravinskij. Frequenta gli artisti dell'arte povera e gli scrittori della neo-avanguardia. Esordisce nel 1967 con Il mostro verde, realizzato con il pittore Paolo Menzio. Per tutti gli anni '70 lavora soprattutto con l'8mm e il Super8. Proietta i suoi film al Beaubourg di Parigi e a Londra. Nel 1987 gira Elettra, menzione speciale al Festival Cinema Giovani di Torino. Dal 1988 in poi gira molti video spesso completamente autoprodotti. Nel 1989 Viaggio a Sodoma vince il primo premio al World Wide Video Festival dell'Aia (ex aequo con Puissance de la parole di Godard). Fino al 1992, quando lascia la scuola (è insegnante di lettere) per dedicarsi solo al cinema. Nel 1994 realizza Piccoli orrori, menzione speciale al Festival di Taormina. Nel 1999 è presente in concorso a Venezia con Appassionate poi nel con Rosatigre nel 2000.

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