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Occhi di cristallo
di Eros Puglielli

Regia: Eros Puglielli Soggetto e sceneggiatura: Franco Ferrini, Eros Puglielli, Gabriella Blasi Tratto dal libro L’impagliatore di Luca Di Fulvio edito da Einaudi Stile Libero Fotografia: Luca Coassin Scenografia: Antonello Rubino Costumi: Mary Montalto Truccatore effetti speciali: Roberto Mestroni Suono in presa diretta: Antonio Bloch Montaggio: Mauro Bonanni Musica: Francesc Gener Interpreti: Luigi Lo Cascio, Lucia Jiménez, José Angel Egido, Simon Andreu, Carmelo Gomez, Eusebio Poncela Produzione: Riccardo Tozzi, Marco Chimenz, Giovanni Stabilini per Cattleya, Rai Cinema, Alquimia Cinema Distribuzione: 01 Distribution Formato: 35mm durata: 114’


Un pericoloso assassino, pezzo dopo pezzo, costruisce il suo sanguinoso disegno di morte. Negli occhi delle vittime, il riflesso della sua macabra e oscura via di liberazione… l’ispettore Amaldi non ha scelta. Per fermare quell’uomo deve sconfiggere i suoi fantasmi e ripercorrere le tappe di una dolorosa scia di sangue. Una folle corsa contro e attraverso il tempo. Perché l’orrore ha sempre le radici nel passato. «Con Occhi di cristallo ho deciso di confrontarmi con un genere che amo molto: il thriller. Pur seguendo la logica degli eventi, ho cercato di raccontarli utilizzando il linguaggio del sogno, un sogno estremamente fisico, pesante, sudicio e malato. Il film è ambientato in una città monumentale e decadente, non identificabile, un luogo “interiore”. Questa città è circondata da un mare oscuro, un caos torbido da cui è scaturito tutto, una madre malata da cui proveniamo ma a cui non dovremmo mai fare ritorno. In questa realtà dominata dal non senso l’amore sembra impossibile. Forse è per questo che l’assassino ed il suo persecutore cercano disperatamente di “mettere ordine”. Cercano un proprio destino che possa dare un senso agli orrori del mondo. Cercano una giustificazione per convivere con il male che portano dentro. Cercano una via di fuga dallìoscurità che li circonda, perché è proprio nella densità di quel buio che il vero orrore prende forma». Eros Puglielli

Eros Puglielli (Roma, 1973). Prima di frequentare il corso di regia del Centro Sperimentale di Cinematografia realizza alcuni lavori con tecnica elettronica basati su racconti grotteschi legati al mondo giovanile, come nel caso del suo primo lungometraggio, "Dorme", in concorso a Bellaria nel 1995, trasferito su pellicola 35mm nel 2000. Tra il 1994 e il 1996 dirige alcuni corti al Centro Sperimentale: "Assunta", "I topi" e "Effetto Placebo", vincitore del Festival di Capalbio. Nello stesso periodo gira il cortometraggio in 16mm "Il pranzo onirico", in concorso al Festival di Venezia nel 1996 e vincitore del Festival di Siena, del Festival di Torino e candidato al David di Donatello. Nel 1997 realizza il mediometraggio in 16mm "L’albero", una curiosa miscela tra backstage musicale e fiction, che racconta l’uscita dell’omonimo disco di Jovanotti. Dello stesso anno è anche "I racconti di Baldassarre", un corto in 35mm. Nel 2001 firma il lungometraggio "Tutta la conoscenza del mondo". Eros Puglielli (Roma, 1973). Prima di frequentare il corso di regia del Centro Sperimentale di Cinematografia realizza alcuni lavori con tecnica elettronica basati su racconti grotteschi legati al mondo giovanile, come nel caso del suo primo lungometraggio, Dorme, in concorso a Bellaria nel 1995, trasferito su pellicola 35mm nel 2000. Tra il 1994 e il 1996 dirige alcuni corti al Centro Sperimentale: Assunta, I topi e Effetto Placebo, vincitore del Festival di Capalbio. Nello stesso periodo gira il cortometraggio in 16mm Il pranzo onirico, in concorso al Festival di Venezia nel 1996 e vincitore del Festival di Siena, del Festival di Torino e candidato al David di Donatello. Nel 1997 realizza il mediometraggio in 16mm L’albero, una curiosa miscela tra backstage musicale e fiction, che racconta l’uscita dell’omonimo disco di Jovanotti. Dello stesso anno è anche I racconti di Baldassarre, un corto in 35mm. Nel 2001 firma il lungometraggio Tutta la conoscenza del mondo.

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