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Svyato
di Victor Kossakovsky

Regia: Victor Kossakovsky Sceneggiatura: Victor Kossakovsky, Tatiana Stepanova Fotografia: Victor Kossakovsky, Juryi Shvedov Montaggio: Victor Kossakovsky Suono: Alexander Dudarev, Olivier Dandre Musiche: Alexandr Popov Voce: Nicolai Irvi Produzione: Kossakovsky Film Production – Victor Kossakovsky victor@kossakovsky.spb.ru con il sostegno di Jan Vrijman Fund e United Documentary Artists Distribuzione: Jane Balfour janebalfour@btconnect.com Formato: beta Durata: 45 min. Russia 2005


Un bambino di due anni si guarda per la prima volta allo specchio e contemporaneamente la sua immagine viene registrata da tre cineprese HD. Per qualche ragione, non ha mai visto prima né uno specchio né altre immagini riflesse. All’inizio è un film sulla percezione di sé stesso. Infine è anche sulla solitudine. Un bambino può essere circondato da amore; i genitori possono giocare con lui e insegnargli cose, ma nessuno è in grado di aiutarlo per le domande più importanti. Chi sono? Con una domanda come questa si è soli. Si possono leggere tanti libri sull’amore o su Dio ma alla fine solo tu puoi rispondere se questi esistono oppure no. Svyato, è l’abbreviazione del nome del bambino. Il nome per esteso è Svyatoslav che significa felice, chiaro, gioioso e luminoso. Ma allo stesso tempo Sviato significa considerato sacro. "Sviato" è il primo film di una trilogia che è stata progettata con il titolo “Palindrome”.

Victor Kossakovsky (Leningrado, 1961) incarna una generazione di cineasti che si colloca nel prolungamento della grande tradizione del cinema documentario di San Pietroburgo. Con pazienza, ostinazione e humour, egli sceglie con fortuna dei frammenti di vita, delle scene della commedia umana, delle situazioni comiche o tragiche. In questo va e vieni tra riso e lacrime, egli ci permette di porre uno sguardo più umano sulla durezza della realtà. In quindici anni di carriera ha firmato 8 film, la maggior parte di rilievo, quale che sia stato il supporto utilizzato, pellicola o video. Tra questi "Belovy" (1993) e "Tische!" (2003).

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