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Dont look back (USA, 1967, b/n)
di D. A. Pennebaker

Regia, montaggio: D. A. Pennebaker Fotografia: Jones Alk, Howard Alk Montaggio: D. A. Pennebaker Riprese di Dylan in Mississippi: Ed Emshwiller Assistente alla regia: Howard Alk Suono: Jones Alk , J. Robert van Dyke (concerti) Produttori: Albert Grossman, John Court, Leacock-Pennebaker,


Dont Look Back è stato girato durante le tre settimane del tour inglese di Bob Dylan nella primavera del 1965. Più che una panoramica di un tour straordinario, è un ritratto intimo di uno dei cantautori più influenti dei nostri tempi. Il film è una finestra sugli anni Sessanta, sul loro spirito e su una delle persone che, con le proprie parole e le proprie canzoni, ha contribuito a renderli così importanti. “Per quanto mi riguarda non voleva essere un documentario. Non mi piacciono molto. Nella mia mente, il produttore più interessante che abbia mai conosciuto è Robet Flaherty, che ha prodotto Nanook of the North. Il film parla di un eschimese, ma Flaherty non cerca di raccontare tutto quello che c’è da dire sulla vita di un eschimese. Vuole solo mostrare cosa significa passare un po’ di tempo con un eschimese. Questa è la sensazione che ho cercato di trasmettere. Non mi è mai interessato dare alla gente una lezione su Dylan. Innanzi tutto, non lo conosco abbastanza. Chi può dire di poterlo fare? Per di più sono solo affari di Dylan. Se volesse insegnare alla gente qualcosa, sono sicuro che lui saprebbe come farlo. Quello che volevo fare era solamente essere presente quando Dylan esprimeva tutta la sua vita, e mostrare cosa deve affrontare e cosa lo interessa. Potrebbe non esserci così tanto di Dylan perché Dylan più o meno recita in tutto il film. È un suo diritto. In un certo senso ha bisogno di un po’ di protezione contro quel processo. Comunque sia penso che quello che si intuisce è la straordinaria pressione data dal dover uscire sul palco ed essere assolutamente perfetti su richiesta.In poche parole, lui doveva riempire il teatro. Non era abbastanza che ogni posto a sedere fosse esaurito, lui doveva avere gente in piedi. Lui doveva essere straordinario dove la maggior parte di noi si accontenta di essere adeguata.” (D. A. Pennebaker)

D.A. (Donn Alan) Pennebaker, nato nel 1925 in Illinois, è considerato uno dei pionieri del cinéma vérité. Il suo stile ha rivoluzionato fin dagli anni Cinquanta il cinema documentario, con l’abbandono della narrazione con voce over e privilegiando la ricostruzione in favore dell’osservazione diretta e ininterrotta di persone e fatti. Pennebaker è stato autore di film memorabili sulle campagne elettorali di John F. Kennedy e di Bill Clinton, su personaggi come Jane Fonda e musicisti come Jerry Lee Lewis, David Bowie, Bob Dylan, John Lennon e Yoko Ono, Jimi Hendrix, Depeche Mode, Suzanne Vega, Alice Cooper. Il suo debutto come filmmaker risale al 1953, con il cortometraggio "Daybreak Express", un tour nella metropolitana newyorchese con la musica di Duke Ellington. Nel 1959 entra a far parte del Drew Associated, un gruppo di filmmaker che andava concentrando l’attenzione sull’interazione tra cinema e giornalismo. Con il gruppo mise a punto la prima cinepresa portatile 16mm con audio e video sincronizzati, strumento fondamentale per il cinéma vérité. Nel 1967, con il documentario "Dont Look Back", in cui ritrae Bob Dylan durante un tour in Inghilterra di tre settimane nella primavera del ‘65, Pennebaker inaugura in modo trionfale il documentario di genere musicale. E’ dell’anno seguente "Monterey Pop", dieci ore di performance musicali girate durante il "Monterey Pop Music Festival" del 1967, con tra gli altri, Janis Joplin e Jimi Hendrix. Nel 1972 realizza "Keep on Rockin’" con Bo Diddley, Chuck Berry e Jerry Lee Lewis, mentre l’anno successivo immortala l’ultima performance di David Bowie nei panni di "Ziggy Stardust and the Spiders from Mars". Nel 1977 il felice incontro con Chris Hegedus, che diventa sua partner nella vita e nel lavoro. Pennebaker e Hegedus formano una coppia straordinaria nel mondo del cinema documentario. Insieme hanno realizzato una ventina di documentari musicali e politici, vincendo nel 1994 il Premio Griffith per il Miglior Documentario dell’anno e la nomination per l’Academy Award con "The War Room", sulla prima campagna elettorale presidenziale di Bill Clinton. Dal 1982 con loro collabora anche il figlio Frazer Pennebaker nelle vesti di produttore della PHfilms. Fra il 1985 e il 1988 Frazen Pennebaker è stato anche produttore di video musicali di artisti come John Hiatt. Tra i loro primi film politici, da ricordare "The Energy War" codiretto con Pat Powell e Town Blooody Hall; mentre per il versante musicale "Elliot Carter Buffalo", "Dance Black America", per arrivare ai recenti documentari su Randy Newman, su Victoria Williams, con Branford Marsalis e il suo trio, su Suzanne Vega, sui Depeche Mode, sui musicisti della colonna sonora del film dei fratelli Coen "Fratello, dove sei?" (con George Clooney), "Searching from Jimi Hendrix" e "Only the Strong Survive", celebrazione della musica soul dalla metà degli anni Cinquanta fino ai primi anni Settanta.

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