Monterey Pop (USA, 1968)
di D. A. Pennebaker
Regia: D. A. Pennebaker
Soggetto e sceneggiatura: D. A. Pennebaker
Riprese: James Desmond, Barry Feinstein, Richard
Leacock, Albert Maysles, Roger Murphy, D. A.
Pennebaker, Nick Proferes
Montaggio: Nina Schulman
Direzione musicale: Bob Neuwirth
Suono: Tim Cunningham, Baird Hersey, Robert
Leacock, John Maddox, Nina Shulman e John Cooke
(concerto)
Produttori: John Phillips e Lou Adler
Assistenti alla produzione: Pauline Baez, Peyton
Fong, Brice Marden
Durata: 98 min.
Formato: digibeta ntsc
Il Monterey Pop Festival si è svolto nel giugno
per tre giorni nel 1967 per tre giorni. Per la
maggior parte dei cinque spettacoli, l’arena era
così affollata che sembrava potesse esplodere da
un momento all’altro. Il pubblico si aggirava
attorno alle 10.000 persone, le performance dal
vivo ebbero un successo enorme. Janis Joplin, che
cantava con i Big Brother e l’Holding Company,
offrì una delle performance più potenti e incisive
e si affermò come la cantante rock più importante
di allora. Gli Who chiusero con un finale
spettacolare distruggendo i loro strumenti alla
conclusione di “My Generation”. Jimi Hendrix (nel
debutto americano del Jimi Hendrix Experience)
offrì una grandiosa esibizione delle sue
impressionanti qualità di chitarrista e showman,
mimando atti sessuali con il suo amplificatore
Marshall, per poi dare fuoco alla sua
Stratocaster. Un altro momento memorabile fu il
pomeriggio meditativo di Ravi Shankar con ‘raga’
indiane, seguito Poi è s Otis Redding, carismatico
soul man, che si è esibito in quella che, per
molti dei presenti, fu la miglior performance del
festival. L’ABC offrì 400,000 dollari per i
diritti televisivi del film di Pennebaker (che fu
invece distribuito nei cinema dopo essere stato
giudicato troppo estremo per il pubblico televisivo).
“In Monterey Pop, non ero molto preoccupato dal
lavoro che dovevano svolgere i cameraman, perché,
secondo me, le videocamere vanno solo accese o
spente. Non ho mai pensato che dirigere qualcuno
volesse dire dirgli cosa deve fare. Pensavo che se
io gli avessi detto ‘Cercate di prendere le
migliori immagini di Hendrix o Janis o di chiunque
sia sul palco’, sarebbero sicuramente riusciti a
riprendere delle belle immagini. Mi sono accorto
che non dirigere è il modo migliore per riprendere
una performance”. (D. A. Pennebaker)
D.A. (Donn Alan) Pennebaker, nato nel 1925 in
Illinois, è considerato uno dei pionieri del
cinéma vérité. Il suo stile ha rivoluzionato fin
dagli anni Cinquanta il cinema documentario, con
l’abbandono della narrazione con voce over e
privilegiando la ricostruzione in favore
dell’osservazione diretta e ininterrotta di
persone e fatti.
Pennebaker è stato autore di film memorabili sulle
campagne elettorali di John F. Kennedy e di Bill
Clinton, su personaggi come Jane Fonda e musicisti
come Jerry Lee Lewis, David Bowie, Bob Dylan, John
Lennon e Yoko Ono, Jimi Hendrix, Depeche Mode,
Suzanne Vega, Alice Cooper.
Il suo debutto come filmmaker risale al 1953, con
il cortometraggio "Daybreak Express", un tour nella
metropolitana newyorchese con la musica di Duke
Ellington.
Nel 1959 entra a far parte del Drew Associated, un
gruppo di filmmaker che andava concentrando
l’attenzione sull’interazione tra cinema e
giornalismo. Con il gruppo mise a punto la prima
cinepresa portatile 16mm con audio e video
sincronizzati, strumento fondamentale per il
cinéma vérité.
Nel 1967, con il documentario "Dont Look Back", in
cui ritrae Bob Dylan durante un tour in
Inghilterra di tre settimane nella primavera del
‘65, Pennebaker inaugura in modo trionfale il
documentario di genere musicale.
E’ dell’anno seguente "Monterey Pop", dieci ore di
performance musicali girate durante il "Monterey
Pop Music Festival" del 1967, con tra gli altri,
Janis Joplin e Jimi Hendrix.
Nel 1972 realizza "Keep on Rockin’" con Bo Diddley,
Chuck Berry e Jerry Lee Lewis, mentre l’anno
successivo immortala l’ultima performance di David
Bowie nei panni di "Ziggy Stardust and the Spiders
from Mars".
Nel 1977 il felice incontro con Chris Hegedus, che
diventa sua partner nella vita e nel lavoro.
Pennebaker e Hegedus formano una coppia
straordinaria nel mondo del cinema documentario.
Insieme hanno realizzato una ventina di
documentari musicali e politici, vincendo nel 1994
il Premio Griffith per il Miglior Documentario
dell’anno e la nomination per l’Academy Award con
"The War Room", sulla prima campagna elettorale
presidenziale di Bill Clinton. Dal 1982 con loro
collabora anche il figlio Frazer Pennebaker nelle
vesti di produttore della PHfilms. Fra il 1985 e
il 1988 Frazen Pennebaker è stato anche produttore
di video musicali di artisti come John Hiatt.
Tra i loro primi film politici, da ricordare "The
Energy War" codiretto con Pat Powell e Town Blooody
Hall; mentre per il versante musicale "Elliot
Carter Buffalo", "Dance Black America", per arrivare
ai recenti documentari su Randy Newman, su
Victoria Williams, con Branford Marsalis e il suo
trio, su Suzanne Vega, sui Depeche Mode, sui
musicisti della colonna sonora del film dei
fratelli Coen "Fratello, dove sei?" (con George
Clooney), "Searching from Jimi Hendrix" e "Only the
Strong Survive", celebrazione della musica soul
dalla metà degli anni Cinquanta fino ai primi anni
Settanta.
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