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Il mondo addosso
di Costanza Quatriglio

Regia, soggetto e sceneggiatura: Costanza Quatriglio Fotografia: Vladan Radovic Montaggio: Giovanni Ballantini Musica: Vladimir Denissenkov Produttori: Rean Mazzone, Costanza Quatriglio Produzione: Dream Film, Ila Palma Distribuzione: Dream Film, Via Alberico II, 5, 00193 Roma, tel. 06 6892268, fax 06 68809057 - Dream Film, 221 Rue La Favette, 75010, Parigi, tel. +33 1 46073090, dreamfilm@libero.it Origine: Italia, 2006 Formato: DigiBeta, colore Durata: 90 min


Arrivano da lontano, non hanno ancora diciotto anni e sono soli, hanno fatto tanta strada e ancora di più li attende. La loro casa era in Afghanistan, in Romania, in Moldavia. Per alcuni i legami familiari sono stati spezzati dalla guerra, da altri le famiglie attendono un aiuto finanziario. Le storie di Cosmin, Inga, Mohammad Jan e Josif si intrecciano nell'incertezza dell'oggi e nella fatica di costruirsi un futuro. “Frequentando per mesi le strade, le stazioni e le strutture di accoglienza, ho seguito le storie di Mohammad Jan, Josif, Cosmin e Inga, e ancora dei giovani testimoni della guerra, partiti dai loro paesi ancora bambini o appena adolescenti. Ognuno di loro compie insieme alla macchina da presa un viaggio dentro percorsi concreti di riscatto ma anche di solitudini e scelte, fino a quando la maggiore età non incombe e ancora una volta la legge della selezione è più forte e la macchina da presa non può restare, laddove ancora un abbandono e un altro viaggio ricomincia, per un altro paese, un altro tentativo di essere a questo mondo."” (Costanza Quatriglio)

Costanza Quatriglio (Palermo, 1973) nel 1997 si laurea in Legge alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo con una tesi intitolata "Nuovi orientamenti sui diritti del minore: il diritto all’identità". Due anni dopo si diploma in regia alla Scuola Nazionale di Cinema. Fra il 1996 e il 2000 firma i cortometraggi "Lettera a monsieur cinema", "L’albero, Anna!, Il giorno che ho ucciso il mio amico soldato", "Una sera". Nel suo lavoro alterna film di finzione a progetti di ricerca di linguaggio e documentazione. Il 2000 segna l’esordio nel documentario e nel reportage, con i progetti "106 nonna Caterina" e "Écosaimale?", che riceve la menzione speciale della giuria al Torino Film Festival. Seguono il documentario "Il bambino Gioacchino" (2001), "L’insonnia di Devi" (2001) e "La borsa di Helene" (2002), "il reportage Le donne di Tara - Un’opportunità per le madri a Bangalore" (2001) e i due video didattici "Per una famiglia adottiva" 1 e 2 (2001). "L'isola" (2003), il suo primo lungometraggio di finzione, prodotto dalla Dream Film e da Rai Cinema, è stato presentato al Festival di Cannes 2003 alla Quinzaine des Réalisateurs ed è stato distribuito in vari paesi, primo fra tutti la Francia. Dopo "Raìz. Radici a Capoverde" una miniserie in tre puntate (Rai Tre) e alcuni filmati per Ballarò, torna al documentario, nel 2006, con "Il mondo addosso".

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