Anita, Teresa e Valentina non si sono mai incontrate. Hanno vissuto nell'Italia degli anni Sessanta e Settanta, in età diverse e in città lontane. Ma le loro storie vere, riportate in diari privati, sono in un'ideale continuità, testimonianza di lotte famigliari e politiche, personali e collettive, per affermare autonomia, identità e diritti in un Paese patriarcale.
Nel 1964, Anita è un'adolescente, ragazza brava di una famiglia bene. E' timida e riflessiva. Mentre i suoi coetanei iniziano a fare esperienza di autonomia e rivolta, lei si chiude e fa i conti con i dettami di una cultura borghese, autoritaria e moralista. Anita vorrebbe scoprire l'amore e il sesso, ma l'educazione che le hanno impartito la blocca inibendole una piena e consapevole esperienza del suo corpo e della sua vita.
Teresa invece l'amore e il sesso li ha già scoperti: a soli vent'anni è rimasta incinta. Cosa fare? Come gestire una gravidanza indesiderata in una cultura meridionale quale quella della sua famiglia. Teresa decide di abortire; farà esperienza di un aborto clandestino, consumato in una stanza anonima, su un lettino gelido, da un ginecologo sconosciuto.
Valentina a Roma c'è nata, ci vive e opera da militante femminista. Vive i suoi trent'anni intensamente, mettendo sempre in relazione il "personale” con il politico. Una sera è con il suo Francesco, finalmente intimi, ma una telefonata la distoglie: un commando di compagne ha gambizzato un ginecologo. Deve correre, sperando di trovare al ritorno la sua storia d'amore ad aspettarla.
Ho voluto ripercorrere la storia delle donne tra la metà degli anni Sessanta e la fine degli anni Settanta per metterla in relazione, a partire dal”‘caso italiano”, con il nostro presente globale, conflittuale e contraddittorio. Con l’intenzione di offrire uno spunto di riflessione su temi ancora oggi parzialmente irrisolti o addirittura platealmente rimessi in discussione.
Dove sono approdate oggi queste donne? Che tipo di coscienza hanno di sé, quali sono ancora i traguardi da raggiungere, i desideri da esaudire? Come vivono le loro relazioni affettive, l’amore, la maternità?
Di quanto esigeva il celebre slogan “Vogliamo il pane, ma anche le rose”, con cui nel 1912 le operaie tessili marcarono con originalità la loro partecipazione a uno sciopero di settimane nel Massachusetts, forse il necessario, il pane, è oggi dato per acquisito. Ma le donne si sono battute per un mondo che desse spazio anche alla poesia delle rose. Ed è una battaglia più che mai attuale.