I promessi sposi è un documentario commedia in cui s’incrociano i destini e le storie di alcune persone alle prese con i giorni di fermento e d'impegno che precedono il matrimonio. Protagonisti del film sono le coppie in procinto di sposarsi, gli impiegati degli uffici matrimoniali dei comuni italiani e un prete di provincia. Ognuno di loro ci restituisce un aspetto del matrimonio: gli uffici, grazie alla molteplicità dei luoghi e alla varietà delle persone, ci raccontano le sfumature di un paese che attraverso il matrimonio si mescola, si consolida, muta e inevitabilmente pone le basi per il suo futuro mentre le lezioni del corso pre-matrimoniale di Don Emilio Lonzi educano i credenti alla sacralità del matrimonio, mescolando fede e scienza, liturgia penitenziale e aspetti legali, sacramenti e sessualità.
L’accostamento di questi due aspetti del matrimonio rivela degli individui che, malgrado la ricchezza e le specificità delle situazioni, dei volti, delle espressioni, delle richieste, delle convinzioni, rimarranno sempre persi tra le regole dello Stato e i dogmi della Chiesa.
Volevamo concentrarci su una moltitudine alle prese con i cavilli del matrimonio e restare in due mondi chiusi (per questo non c'è nessun esterno nel film): la Chiesa e il Comune, istituzioni con cui i singoli devono fare i conti prima del matrimonio.
Siamo partiti da un soggetto molto semplice, dato che entrambi non crediamo che alla base di un documentario debbano esserci soggetti troppo elaborati: abbiamo scelto le città in cui riprendere, per suggerire un'idea complessiva dell'Italia. Siamo partiti da Milano, poi Pescara, Roma, Parma e Palermo. Abbiamo scelto di fermarci quindici giorni in ogni città, stavamo in Comune durante l'intero orario d'apertura, giravamo tutte le coppie che venivano. Per quanto riguarda il prete, all’inizio ne abbiamo incontrati diversi, ma molti ormai credono poco nel corso fidanzati e delegano il più possibile a esterni. Poi ci è stato consigliato Don Emilio, uno che crede ancora molto in questo ruolo. Così abbiamo deciso di seguire il suo corso, contrapponendo alla pluralità dei Comuni, la voce univoca della Chiesa. Lui si presta per il ruolo, è uno convinto di avere il corso perfetto.
Massimo D’Anolfi è nato a Pescara nel 1974. Nel 2001 scrive la sceneggiatura di Angela, lungometraggio di Roberta Torre. Nel 2002 realizza per RAI RadioTre un documentario in cinque puntate. Con Roberta Torre scrive nel 2003 il soggetto e la sceneggiatura per un lungometraggio dal titolo provvisorio Il giocatore. Il suo film documentario Si torna a casa. Appunti per un film è in concorso al 21° Torino Film Festival. Nel 2004 realizza il documentario Play, selezionato dal Festival dei Popoli di Firenze e nel 2005 scrive con Andrea Piva la sceneggiatura per un lungometraggio dal titolo provvisorio Al di sotto del cuore di cui sarà anche regista.
Martina Parenti è nata a Milano nel 1972. Laureata in Storia e Critica del Cinema, lavora per il cinema e la televisione. Nel corso degli ultimi anni ha realizzato documentari passati e premiati in vari festival (Restart, 1999; Animol, 2003; L’estate di una fontanella, 2006), programmi televisivi (“L’apprendista stregone”, 2002; “La scienza dei supereroi”, 2004; “School in Action”, 2005). Ha collaborato a film e documentari per il cinema e la televisione. Ha partecipato a Checosamanca, un film documentario collettivo prodotto da Eskimosa e Rai Cinema.