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X chiama Y (1967)
di Mario Masini

Regia: Mario Masini
Formato: 35mm, b/n, sonoro
Durata: 66 min.





X chiama Y è stato girato nell’arco di due anni e segue cronologicamente gli eventi di casa Masini, dalla crescita del primo figlio Pippo, alla nascita del secondogenito Tommaso. «Volevo fare un film che fosse una lode alla donna, in questo caso alla mia prima moglie, che fu sempre il mio soggetto preferito. xx è il cromosoma femminile, xy quello maschile; togliendo gli x sia nel primo, sia nel secondo fattore, otteniamo x per la donna, y per l’uomo. Cioè la donna desidera che l’uomo sia più attento, più presente nel rapporto col mondo, più concreto e meno astratto». La scelta di concentrarsi sul microcosmo privato - in maniera molto più netta di quanto faceva Leonardi in quello stesso periodo - riflette la consapevolezza di vivere in un momento di transizione. [...] Nel finale, su un altro piano-sequenza di lui e lei in casa, mentre si fumano una sigaretta, e su altre inquadrature della coppia nella loro stanza da letto, sentiamo in sottofondo - sempre asincrono - un dialogo dei due, scandito da baci, coccole, massaggi e infinita tenerezza. X chiama Y è un film d’amore nel senso più profondo della parola. Amore verso la propria compagna e i propri figli, che si manifesta attraverso uno sguardo costante, accurato, ma senza compiacimenti, con l’atteggiamento sereno e distaccato di chi contempla il fluire naturale delle cose, in un’epoca in cui, l’occhio “privato” - per la maggior parte dei filmmaker - sarebbe presto diventato anacronistico, insoddisfacente e persino reazionario.

Bruno Di Marino, Sguardo inconscio azione. Cinema sperimentale e underground a Roma (1965-1975), Lithos editrice, Roma, 1999, pp.93-35




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