Imatra è una cittadina finlandese situata alla frontiera con la Russia, una città la cui unica attrattiva di rilievo – alcune cascate di straordinaria bellezza – è stata nascosta pur di produrre energia elettrica in quantità. La sua economia è decollata solo recentemente grazie al flusso di cittadini russi che si recano lì per gli acquisti più diversi. Di per sé Imatra può apparire come una mera città cuscinetto tra la ricchezza sonnolenta dei paesi scandinavi e gli stenti e le contraddizioni sociali di quel che resta dell’Unione Sovietica.
Imatra è anche il luogo dove Blanca si è ritirata alla ricerca di un po’ di quiete, dopo una storia d’amore tormentata. Ma è proprio qui che il suo ex-fidanzato la raggiunge, col pretesto di un documentario industriale sulle imprese principali di Imatra.
Imatra, sono pochi abitanti dispersi in tanti chilometri quadrati, piatti e per lo più anonimi. Una zona di frontiera indefinita, dove si fronteggiano russi e finlandesi, perché il conflitto aspro tra anima russa e anima finnica, che pure c’è stato, cerca faticosamente di smorzarsi ed attutirsi in una convivenza meno ostile e più proficua.
Perso tra le inquietanti industrie di Imatra, nel tentativo di aderire il più possibile alla sua atmosfera esterna rallentata, sospesa, distaccata, nell’adeguarmi ai suoi ritmi, per tentare di documentarli, mi sono trovato a seguire un percorso che intrecciava il “documentario” con una cifra emotiva estranea a Imatra, alla monotonia dei suoi ambienti industriali e ai suoi paesaggi naturali di bellezza disarmante. Sono arrivato a scoprire che mentre filmavo la vita di questa cittadina sperduta nella Carelia e ironizzavo sul “documentario industriale”, solo lì, ad Imatra, solo lì, paradossalmente, queste tracce emotive disseminate nel soggetto potevano sfociare in una linea narrativa compiuta.
Il percorso interiore di due protagonisti alle prese con complicate vicende affettive, la casualità straniante di due persone che proprio lì e solo lì provano a riattivare sentimenti e dialogo, sono stati l’occasione narrativa per accostarmi da straniero ad Imatra, al suo quotidiano contraddittorio e cordiale, bizzarro e spesso surreale. Imatra è il ritratto di un luogo, del suo esser confine, è storia di un paesaggio che cambia, catturato nelle inquadrature, come il volto di Blanca durante il film.