The war on democracy
di Jhon Pilger
Regia: Chris Martin, John Pilger
Sceneggiatura: Car Deal
Fotografia: Preston Clothier, Rupert Binsley
Musica:Shaun Macartney
Montaggio:Joe Frost
Produttore esecutivo: Michael Watt, David Blake, Scott Young
Produttore: Chris Martin, Wayne Young
Produzione: Youngheart Entertainment, Granada Productions
Contatti: Coach14
21, Rue Jean-Pierre Timbaud
75011 Paris (Francia)
tel +33.140217279
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Origine: Gran Bretagna/Australia, 2007
Formato: HD, colore
Durata: 96 min.
Girato in America Latina e negli Stati Uniti, il film indaga sul rapporto che Washington ha avuto ed ha tuttora con paesi quali il Venezuela, la Bolivia ed il Cile.
Pilger intervista parecchi agenti ex-CIA che presumibilmente hanno preso parte a campagne segrete contro i paesi democratici e che sostiene stiano approfittando della guerra in Irak. Osserva la School of the America, nello stato della Georgia, dove sono stati addestrati uomini di Pinochet e vari squadroni della morte che hanno agito in Haiti, El Salvador, Brasile e Argentina.
Nel film viene usato molto materiale d’archivio a testimonanza del fatto che, a partire dagli anni Cinquanta, la democrazia nell’America Latina è stata cancellata in uno stato dopo l’altro.
Pilger ci porta poi in Bolivia, per raccontare le lotte fatte negli ultimi cinque anni dai movimenti contro le multinazionali e l'elezione di Evo Morales, primo presidente indigeno del paese. In Cile, per incontrare le donne che sono sopravvissute agli eccidi di Pinochet, ma anche per mostrare come il “modello di democrazia” che questo stato è diventato, in realtà sia una semplice facciata e che il retaggio del Generale contina a sussistere. In Venezuela, a fianco del suo presidente, Hugo Chavez, ricordando il colpo di stato contro di lui nel 2002, sostenuto dagli interessi di ricchi e potenti sotto l’egida degli Stati Uniti.
John Pilger è nato a Sydney, Australia. Ha iniziato la sua carriera giornalistica nel 1958. Negli anni Sessanta ha lasciato la sua terra per trasferirsi a Londra. E’ stato inviato di guerra in Vietnam, Cambogia, Egitto, India e Palestina, scrivendo per alcune delle più importanti testate internazionali (“Daily Mirror”, “The Guardian”, “The Independent”, “New Statement”). È stato nominato due volte Giornalista dell’Anno in Gran Bretagna e ha vinto l’United Nations Association Peace Prize and Gold Medal. Per i suoi documentari ha ottenuto il riconoscimento di Reporters Sans Frontières in Francia, un Academy Award della televisione americana, un Emmy e il Richard Dimbley Award. Ha scritto vari libri, rivelando i retroscena di molti conflitti sanguinosi, in Italia sono stati pubblicati da Fandango Libri:
I nuovi padroni del mondo (2002),
Agende nascoste (2003),
Un paese segreto (2004) e
Aspettando la libertà (2008). I suoi articoli sono pubblicati da “il manifesto” e da “Internazionale”.
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