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Sognavo le nuvole colorate
di Mario Balsamo

Regia: Mario Balsamo

Montaggio: Fabrizio Chiarchiolo

Montaggio del suono e mix audio: Claudio Bresciani

Musiche: Francesco Libetta

Suono in presa diretta: Andrea Mazzotta (Albania), Stefano Sabatini (Italia)

Produttore esecutivo: Thomas Torelli, Andrea Valentino

Produzione: Thomas Torelli per Telemaco e Torcida

Coproduzione: Oistros - Centro di ricerca e animazione teatrale

Contatti: T.P.F. Telemaco

via Masina, 13

00153 Roma 

tel +39.06.45424586

info@xtendproduction.it


Origine: Italia, 2008

Formato: CvCam, colore

Durata: 65 min.






Edison è un ragazzo dallo sguardo sicuro e curioso. Nel suo passato ha dovuto affrontare la tragedia di aver abbandonato la sua terra, l’Albania, ed essersi ritrovato solo in Italia lontano dai suoi genitori. Allora aveva soltanto nove anni. Oggi ne ha sedici e decide di affrontare un viaggio a ritroso, verso la sua patria. 

Con spirito d’avventura Edison ha affrontato questa particolare vicenda, che lo ha trasformato in un attore teatrale e gli ha permesso di integrarsi in un’accogliente comunità leccese. Lì ha incontrato il suo amico e maestro Alessandro, un giovane regista che ha costruito intorno a lui uno spettacolo teatrale, mettendo in gioco la sua identità. L’incontenibile volontà di farcela di Edison, che gli ha sempre fatto sognare un cielo con le nuvole colorate, ha trovato un’opportunità nell’accoglienza di Alessandro: insieme decidono d’intraprendere un viaggio verso l’Albania che cambierà profondamente il loro rapporto.


Il tema dell'emigrazione, grazie agli slanci e alle capacità istrioniche di Edison, si trasforma in una modalità di integrazione, declinata nel suo articolato rapporto di amicizia con Alessandro, il coprotagonista. Io mi sono inserito in questo rapporto spogliandolo del buonismo che conservava e andando fino in fondo all’incontro/scontro tra due culture e due modi di intendere la vita. Il viaggio di ritorno di Edison in Albania, accompagnato da Alessandro, ha creato il definitivo cortocircuito tra i due protagonisti, svelando altre loro nature e anche invertendo i ruoli: il ragazzo leccese si ritrova a essere l’emigrante in terra d’Albania. In più c’è un continuo gioco di specchi e di maschere: Edison, attore in fieri, si autoriprende con una palmare e mostra una sua identità che poi trasforma (e a volte nega) di fronte alla mia telecamera, in una dialettica serrata, che diventa contrapposizione, in un’ulteriore lettura, metamorfica, del tema dell’emigrazione. (Mario Balsamo)





Mario Balsamo (Latina 1962). Laureato in Filosofia, è regista e scrittore. Ha diretto venti documentari, tra cui: Storie arbereshe (2007; selezionato al Festival Alpe Adria), Mãe Baratinha, una storia di Candomblé (2006; selezionato al BFF, alla Mostra del film etnografico di Rio de Janeiro e al Fipa), Io, Socrate e Linda (2005; selezionato al Festival latinoamericano di Biarritz) e Sotto il cielo di Baghdad (2003; selezionato al Premio Libero Bizzarri e al Festival di Annecy). Ha scritto il romanzo storico Que viva Marcos! (manifestolibri, 1995). Attualmente insegna documentario presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e regia documentaria alla ACT Multimedia - Accademia del Cinema e della Televisione di Roma.



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