Omaggio a Bernardo Bertolucci

Omaggio a Bernardo Bertolucci
La via del Petrolio
di Bernardo Bertolucci
omaggio a Bernardo Bertolucci in collaborazione con Eni

Italia 1966
135 minuti
b/n

Regia
Bernardo Bertolucci
Produzione
Giorgio Patara per Eni e Rai tv
Sceneggiatura
Bernardo Bertolucci
Fotografia
Giorgio Pelloni, Ugo Piccone, Louis Saldanha, Maurizio Salvatori
Montaggio
Roberto Perpignani
Musiche
Egisto Macchi
Commento
Alberto Ronchey, detto da Nino Castelnuovo, Mario Feliciani, Giulio Bosetti, Nino Dal Fabbro,
Riccardo Cucciolla

Tre parti: “Le origini”, “Il viaggio”, “Attraverso l’Europa”.
Dopo Prima della rivoluzione (1964) Bernardo Bertolucci rimane inattivo per quattro anni. In questo periodo accetta una commissione da Eni in collaborazione con la Rai: girare un documentario in tre puntate che tracci la storia dell’oro nero. La via del petrolio. L’idea è seguire il lavoro d’estrazione in Persia, poi accompagnare il viaggio di una petroliera fino a Genova, infine, percorrere l’oleodotto da Genova in Germania.
A ciascuna di queste tre tappe corrisponde una puntata, ognuna delle quali ha un’introduzione particolare: la prima è spettacolare, ricca, nettamente documentaria. La seconda è avventurosa, con citazioni letterarie, rimandi alla storia del cinema. La terza è fantasiosa, con al centro la figura di un giornalista – poeta sudamericano che segue l’oleodotto sotterraneo passo a passo, con vari mezzi, persino a piedi.
La prima puntata (Le origini) si concentra sulla terra di origine del petrolio e sulla presenza magica del fuoco. A questi elementi poetici si unisce la riflessione sul cinema come mezzo di riproduzione della realtà.
La seconda (Il viaggio) sorprende in particolare nella parte in cui si fa il parallelo tra il viaggio della petroliera e i film fantastici di George Méliès.
La terza (Attraverso l’Europa) è il diario di un giornalista lungo il percorso “sotto terra” dell’oleodotto, la cronaca di un viaggio anche storico e letterario, esperimento in cui oggettività – il documentario – e soggettività – il giornalista protagonista-narratore sfumano continuamente l’una nell’altra.

“Nel 2007, in occasione della 64a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia dove è stato conferito a Bernardo Bertolucci il Leone d’Oro, è nata la collaborazione tra Eni e la Cineteca Nazionale per il restauro del documentario del maestro, effettuato interamente in digitale presso Cinecittà Digital. Un modello innovativo di dialogo tra economia e cultura che consente oggi di rivedere nell’originaria qualità dell’immagine un’opera unica nella filmografia di uno dei nostri maggiori registi. Un intreccio creativo tra documentario e finzione che si conferma come un esempio importante di «cinema del reale».”




Bernardo Bertolucci, nato a Parma nel 1941, debutta nel cinema come aiuto di Pasolini per Accattone (‘61). L’anno dopo realizza il primo lungometraggio, La commare secca, tratto da un racconto di Pasolini. Nel ‘64 dirige Prima della rivoluzione, storia dell’educazione sentimentale di un giovane borghese. Nel ’68, dopo aver realizzato La via del petrolio, dirige Partner, poi Agonia, episodio del film collettivo Amore e rabbia. Nel 1970 inizia la cosiddetta trilogia del fascismo con Il conformista e La strategia del ragno, cui seguirà, nel ‘76, Novecento Atto I e Atto II, kolossal su 45 anni di storia italiana. Nel frattempo, realizza Ultimo tango a Parigi, enorme successo che non si ripeterà nei film successivi: La luna (‘79) e La tragedia di un uomo ridicolo (‘81). Del 1987 è il kolossal L’ultimo imperatore, che vince ben nove Oscar. Tre anni dopo, Bertolucci realizza
Il tè nel deserto, nel ‘93 di Piccolo Buddha cui seguono Io ballo da sola e L’assedio. Nel 2002 torna a Parigi per The Dreamers, rivisitazione del ‘68. Nel 2007 riceve il Leone d’Oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia.

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