Bellaria Film Festival - Bellaria Igea Marina (RN) - ITALY

Terre di cannabis

di Gianluca Marcon

Giovedi 26 Settembre
ore 11:20
Teatro Astra


 
La voce narrante è di Umberto Fiorelli
Soggetto Gianluca Marcon e Cristina Donno
Sceneggiatura Gianluca Marcon e Christian Poli
Fotografia Marco Landini
Montaggio Rosario Simanella
Produzione Cristina Donno
Musiche Nicola Guazzaloca
Mixaggio audio e Sound designer Giuseppe Bellettini
Color Correction Marco Landini
Graphic Nicola Arrigoni
Studio di registrazione Jan Maio
 
Paese di produzione- Italia
Anno di produzione- 2019
Genere- Documentario
Formato originale- HD
Lingua- Italiano
Sottotitoli- Sottotitoli in inglese
Durata-43'
Visto di censura- No

 
Italia, 2019 - 43’
Quando Jacopo lasciò l’Abruzzo era giovane e mal tollerava quella terra fatta di tanti silenzi e nessuna occasione. Ma nei suoi giri per il mondo, tra successi e fallimenti, ha maturato un’idea folle: trasformare l'Abruzzo nel più grande campo di canapa al mondo. Una follia, appunto, perché la cannabis è circondata da sospetto e preconcetti, anche oggi che è tornata di moda grazie alla diffusione della “cannabis light”, un prodotto terapeutico utilizzato in medicina in tutto il mondo. 
Così, insieme agli amici di sempre, ha formato un team di persone che come lui credevano in quel sogno. Gente come Luca e Fabrizio, due ragazzi che vivono ad Acciano, un borgo semi abbandonato ai piedi del Sirente che ancora cerca di curarsi le ferite dal terremoto. Due abruzzesi che hanno scelto di restare mentre tutti gli altri se ne andavano: chi a Pescara, chi a Bologna, chi in Germania. Loro no, sono rimasti a scontrarsi quotidianamente con l’assenza di lavoro e di speranze. Poi ci sono persone come i napoletani Gennaro e Zio Peppe, viaggiatori della vita in cerca di un nuovo posto in cui sostare; c'è Antonio il tuttofare, amico di famiglia di Jacopo, e infine Nino, l'unico vero agricoltore del gruppo, che alla soglia dei settanta ha iniziato a coltivare la cannabis perché “noi abbiamo fatto il '68 ma le canne non le fumavamo, ma ora che so che quest'erba può curare qualcuno ho accettato subito”. Sono tutte persone comuni in cerca di qualcosa e le loro sono storie di vita che germogliano insieme a quelle piantine verdi dai fiori ricchi di profumo. Storie di ricerca, di redenzione, di battaglie mai finite per la ricerca del lavoro.
Jacopo sa che il territorio in cui è nato è ostico, come la gente che ci vive. Un luogo che ha sofferto un massiccio spopolamento fin dagli anni '50 e dove le occasioni di lavoro si contano col lumicino. Ma allo stesso tempo sa che dovrà lottare anche contro il pregiudizio sulla cannabis. E le armi per lottare contro queste asperità sono le stesse che da millenni si tramandano in agricoltura: impegno, dedizione e pazienza. Solo così la terra può aprirsi. Poi, le persone si apriranno insieme a lei. Così l’avventura di Jacopo e dei suoi compari decolla, ampliando le dimensioni dell’azienda e creando nuove opportunità, fino ad attirare lavoratori immigrati che combattono anch’essi una battaglia contro il pregiudizio. E continuando, giorno dopo giorno, a inseguire il sogno di trasformare l’Abruzzo in una terra verde e ricca, in cui il silenzio è solo una pausa riposante tra dure giornate di lavoro. 
 
 
Note di regia.
 
Conosco Jacopo da una quindicina d'anni circa, giocavamo a pallone insieme. Poi con gli anni ci siamo un po' persi, sapevo che era via e ogni tanto mi arrivava qualche notizia da amici comuni. Poi un giorno, alla fine del 2017 l'ho incontrato per caso, mi ha raccontato la storia degli ultimi anni. Incredibile ho pensato. Facciamo un film gli ho detto. Ma più incredibile ancora è stato scoprire la sua determinazione, la sua volontà di costruire un sogno. Un'esperienza unica che parte da un seme e che costruisce un futuro. Un sogno che coinvolge una ventina di famiglie e che sta crescendo. Una piccola rivoluzione verde, che se da una parte potrebbe aiutare pazienti in difficoltà, dall'altra sta già creando posti di lavoro e un futuro per gli abitanti della valle Subequana. E chissà forse anche più in là.

Bio-Filmografia
 
Gianluca Marcon, nato ad Alessandria il 25-12-1974. Dopo avere svolto per diversi anni la professione di analista chimico di laboratorio, decide di studiare cinema, sua vecchia passione e si trasferisce a Bologna. Dopo alcune esperienze di formazione, nel 2011 realizza il suo primo documentario “E noi ve lo diciamo” sugli ultras delle squadre di calcio. Nel 2012 firma insieme a Marco Landini “Ortobello. Primo concorso di bellezza per orti” con il quale partecipa a diversi festival in ambito nazionale ed internazionale. Nel 2014 scrive “The human horses” per la regia di Marco Landini e Rosario Simanella e nel 2016 “Magar women”. Nel 2017, sempre con Marco Landini realizza “Fugh int i scapàin”, la storia del Bagno Corrado a Gatteo Mare, vincendo diversi premi. Terre di Cannabis è il suo ultimo film.
 
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