Bellaria Film Festival - Bellaria Igea Marina (RN) - ITALY

L’anarchico venuto dall’America

di Gabriele Cecconi

Venerdi 27 Settembre
ore 10:00
Teatro Astra


Scritto e diretto da
Gabriele Cecconi
interpretato da
Andrea Anastasio, Giorgia Calandrini, Francesco Tasselli, Ginevra Caselli, Stefano Luci
 
Italia, 2019 - 70’
Il film documentario racconta la vita e la morte di Gaetano Bresci, l’anarchico italiano che tornò da Paterson (New Jersey) per uccidere il re Umberto I, il 29 luglio 1900 a Monza, sparandogli tre colpi di revolver. È composto da scene di fiction e scene documentaristiche, commentate dal Prof. Giorgio Sacchetti (Università degli Studi Roma Tre) e dal Prof. Giuseppe Galzerano (storico ed editore). Il film si sofferma sulle tappe principali della vita privata e politica di Bresci e approfondisce in particolare i motivi che lo costrinsero ad emigrare in America e quelli che lo convinsero a tornare in Italia, abbandonando la moglie Sophie e l’amatissima figlia Madeleine. La dolorosa decisione fu presa da Bresci quando venne a sapere dei gravi fatti accaduti nel maggio 1898 a Milano: la popolazione era scesa nelle strade per protestare contro la famigerata "tassa sul macinato", che aveva provocato il forte aumento del prezzo del pane e della farina, e il generale Bava Beccaris aveva ordinato all'esercito di sparare col cannone sulla folla dei dimostranti, uccidendo ottanta persone e ferendone quattrocentocinquanta. Nei giorni successivi alla strage, il re Umberto I aveva insignito il generale della medaglia d’oro al valore militare e poi lo aveva addirittura nominato Senatore del Regno, e quello per Bresci era intollerabile. Il documentario indaga anche sulla morte di Bresci nell’ergastolo dell’isola di Santo Stefano nel maggio 1901, quando il detenuto più sorvegliato d’Italia fu trovato impiccato con un asciugamano alle sbarre della sua cella. Quali furono davvero le cause della sua morte? Suicida secondo la versione ufficiale, o “suicidato” come ormai ritengono tutti gli storici e i giornalisti che si sono occupati del caso?
NOTE DI REGIA
Personalità complessa ed eccessiva, Gaetano Bresci è stato uomo in rivolta contro il suo tempo come pochi altri, ha sempre suscitato polemiche e controversie: c’è chi lo ha considerato un squilibrato terrorista assassino e chi un idealista che ha sacrificato la sua vita per la costruzione di un mondo più giusto. Il mio intendimento non è quello di esaltare o di condannare, ma di capire e di raccontare, nella maniera più obiettiva possibile, la sua vita pubblica e quella privata, la sua formazione anarchica e i suoi amori. Il mio approccio quindi non è stato politicoideologico ma esclusivamente e rigorosamente storico, evitando condanne o esaltazioni che, di solito, non aiutano a comprendere la realtà. La storia va rispettata e non strumentalizzata, piegandola a favore o contro le nostre opinioni.

IL REGISTA
Gabriele Cecconi si è laureato all’Università di Firenze con 110 e lode in Storia del Cinema con una tesi sulla
filmografia di Elio Petri, è docente di Linguaggio cinematografico nel Corso di Regia alla Scuola di cinema Anna Magnani, direttore artistico del Film Festival Mauro Bolognini di Pistoia, presidente di Alfafilm. Come
sceneggiatore e regista è attivo fin dal 1986, anno in cui Padule, ricordo di una strage lo ha fatto conoscere
nell’ambito della critica (Targa d’argento al Festival internazionale del Neorealismo di Avellino 1986; Primo
premio per il miglior film al Concorso Film-video makers 1987). Ha scritto e diretto altri 4 mediometraggi (Prato 1944 (1995), Domani è un altro giorno (1997), Luci nel buio (2003), Eppure, quando guardo il cielo (2010) su avvenimenti storici, sempre inerenti la Resistenza e la deportazione politica nei campi di concentramento. Nel 2013 ha diretto 7 documentari dal titolo "Con i miei occhi. Volti e voci di superstiti dei campi di concentramento e di sterminio nazisti", realizzati per il Museo della Resistenza e Deportazione di Prato. Dal 2011 al 2013 ha scritto e diretto cinque cortometraggi dedicati ai dieci comandamenti: Non desiderare la roba d’altri (2010), Non uccidere (2011), Non rubare (2011), Ricordati di santificare le feste (2012), Io sono il Signore Dio tuo (2013).
Nel 2011 la Toscana Film Commission gli assegna il contributo per lo sviluppo della sceneggiatura Il seminarista, in seguito al quale ha usufruito della collaborazione di Ugo Chiti. Nel 2013 dirige il suo primo lungometraggio per le sale, Il seminarista, realizzato con il credito di imposta del MIBACT, sviluppato e finanziato dal Fondo Cinema della Regione Toscana. Il seminarista è stato classificato film d’essai dal MIBACT, ha vinto il Gran premio della Giuria “Emidio Greco” al Gallio Film Festival 2014 ed è stato selezionato in vari concorsi in Italia e all’estero (Sudestival 2014, Ariano Film Festival 2014, A.I.F.I.C. (American Initiative For Italian Culture) Washington 2014, Trani Film festival 2014, Religion Today Film Festival, (Trento 2014), UMIFF (University of Miami Italian Film Festival) (2015), FAU (Florida Atlantic University) (2015).
Nel 2018 ha vinto il Bando contributi selettivi del Ministero Beni e attività culturali per la scrittura della
sceneggiatura Quelli della sera.
Nel febbraio 2019 ha iniziato le riprese del documentario Madiba, la storia di Diallo Madiba, un richiedente asilo nato in Guinea, proveniente dalle miniere di coltan in Congo e dalla detenzione in Libia.
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