Bellaria Film Festival - Bellaria Igea Marina (RN) - ITALY

Lo Zio Sem e il sogno bosniaco

di Chiara Brambilla

Regia, soggetto: Chiara BrambillaFotografia: Harm GriekspoorFonico: Giacomo Avanza, Predrag Doder, Bernardetta SignorinMontaggio: Claudio Cormio Musiche: Zar – Aleksander Caric Producer: Paola TursiProduttore: Gianfilippo Pedote, Francesco Virga, Marco VisalberghiInterprete: Jean-François FardulliProduzione: Mir Cinematografica, DocLabContatti: Mircinema tel +39.02.37059000segreteria@mircinema.com www.mircinema.comOrigine: Italia, 2008Formato: MiniDv, coloreDurata: 52 min.
e colline di Visoko, un villaggio sperduto nel cuore della Bosnia, nascondono cinque piramidi create da una civiltà scomparsa: sono le più antiche e alte del mondo. Questo è quanto sostiene Semir Osmanagić, intraprendente e misterioso uomo d’affari bosniaco tornato a Visoko dopo quindici anni di esilio negli Stati Uniti.La scoperta di queste piramidi ha stravolto l’immaginario del luogo e la vita delle persone che lì abitano da sempre, attirando televisioni, scienziati e curiosi da tutto il mondo.I veri protagonisti di questo film sono gli abitanti del luogo: gente comune che, catapultata da un giorno all’altro al centro del palcoscenico, cerca di fare i conti con i drammi della storia recente e con il bisogno di guardare avanti.Lo Zio Sem e il sogno bosniaco è una commedia umana che, alternando toni leggeri e amari, racconta un anno di vita del microcosmo di Visoko all’indomani della strepitosa scoperta. La folgorante intuizione di Semir cede progressivamente il posto al sogno ad occhi aperti di un’intera comunità: il sogno bosniaco. Attraverso la scoperta delle piramidi Lo Zio Sem e il sogno bosniaco cerca di indagare la Bosnia di oggi, terra inquieta e lacerata. La singolare storia dello Zio Sem ci è sembrata un bel modo per porre finalmente l’attenzione sulla spinta positiva dei bosniaci, sul loro vitale, talvolta esasperato, tentativo di inventarsi e reinventarsi la vita.La forma della commedia, con il suo gioco di personaggi e i toni tragicomici, ci ha permesso di raccontare da più prospettive e con sfumature diverse, il vortice di sogni ed inquietudini di un popolo. Il documentario vuole soprattutto rendere omaggio alla forza della fantasia e dell’immaginazione umana, che si rivela tanto più feconda e produttiva nei luoghi da sempre destinati all’esclusione.
Chiara Brambilla è nata a Milano nel 1982. Nel 2004 si è laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Scienze dei Beni Culturali con indirizzo Cinema e Teatro.Il suo primo documentario interamente autoprodotto, Casa Plastica (2006), è passato in diversi festival italiani vincendo il Premio Avanti! al 24° Bellaria Film Festival.
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