Bellaria Film Festival - Bellaria Igea Marina (RN) - ITALY

Miss Universe 1929 (Austria, Ungheria, Olanda 2006)

di Péter Forgács

Filmini familiari: Marci TenczerRegia: Péter ForgácsConsulente (Director consultant): Andras ForgachMontaggio: Péter SassRicerche: Éva Frank, Péter Forgács, ElisabethStreit, Márton Kurutz, Kirsten LandwehrMusica: László MelisMusicisti: Balázs Bujtor, György Déri, AndrásHorn, István Kerek, Zoltán Lengyel, Ernyei László,Márta MelisCantante: Apollónia SzolnokiProduttore: Cesar MessemakerCoproduttori: Ralph Wieser, George Misch e PéterForgácsProduzione: Lumen Film (Amsterdam) e MischiefFilms (Vienna)Coproduzione: VPRO, ZDF-ARTE, ORF, MTV Zrt,YLE/TV1, con il supporto di Filmfonds Wien,Fernsehfonds Austria, Motion Picture PublicFoundation of HungaryDistribuzione: Mischief Films, Goethegasse 1, 1010Vienna, Tel. +43 1 585 23 24 23,office@mischief-films.comFormato: digibeta, bianco e neroDurata: 70 min
Lisl Goldarbeiter era la ragazza più bella delmondo. Era cresciuta a Vienna in un ambientefamiliare molto povero. Nel 1929 divenne la primae unica Miss Universo austriaca. Da lì in poicominciò a ricevere numerose offerte di lavoro,tra cui anche una da Hollywood. Lei preferìrimanere nella sua patria, sposandosi ededicandosi alla famiglia. Il cugino di Lisl,Marci, che è stato sempre segretamente innamoratodi lei, era un apprendista filmmaker e riprese leie la sua famiglia per anni, in ogni circostanza.“Negli ultimi venti anni ho capito che i vecchifilmati amatoriali sono diari di una vita, dellastoria. Questi filmati ci raccontano qualcosa chenon possiamo più vivere o sentire, e inoltre cioffrono un altro aspetto della storia ufficiale.Quello che mi interessa è la magia, il mistero cheregna intorno alle immagini. Non definirei questeimmagini innocenti, semmai ingenue. Sonointeressato alla bellezza delle immagini e allestorie che racchiudono.” (Péter Forgács)
Péter Forgács , nato nel 1957, ha realizzato piùdi trenta film con un metodo unico: facendo deifilm familiari (gli “home movies) il soggetto delracconto e l’area privilegiata di indagine. Ilprogetto che lo ha reso famoso, e che raccoglieinsieme molti dei suoi film, è la serie PrivateHungary basata su home movies degli anni Trenta eSessanta, che raccontano, in diversi capitoli, laborghesia ungherese del Novecento come in una sagafamigliare. “Ho iniziato a collezionare homemovies, trasferendo i film in video eintervistando le famiglie come un archeologo deltempo. Per sei anni, l’accumulare film e foto èstata una mania archivistica: l’archeologia delpassato scomparso”: il suo cinema, che si basa sucomplesse tecniche di riedizione e rielaborazionedelle immagini d’archivio, lo porta nel 1982 amettere in piedi il Private Photo & Film ArchivesFoundation (PPFA) che esplora i lati menoconosciuti della storia ungherese, impressi supellicola dal 1920 fino al 1980 circa. (“Questoarchivio è la base per il mio lavoro – ha detto ilregista - Ho imparato molto incontrando questefamiglie e intervistandole. L’ho fatto per anni,senza l’intenzione di farne dei film”.) Il suodebutto internazionale è stato con Bartos Family(1988), premiato con il Grand Prix al World WideVideo Festival a The Haugue. Da allora ha ricevutodiversi premi a festival internazionali. Nel 2002il Getty Research Institute ha ospitato la suainstallazione The Danube Exodus: Rippling Currentof the River. Nell’ultimo decennio, alcune dellesue opere sono state esposte in diverse collezionipubbliche, musei e università e i suoi film sonostati premiati ai festival di San Francisco,Lipsia , Marsiglia, Gerusalemme.
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