Saimir
09 Maggio 2026 | 15:00
Cinema Apollo
Alla presenza del regista
Regia: Francesco Munzi
Sceneggiatura: Francesco Munzi, Serena Brugnolo, Dino Gentili
Cast: Mishel Manoku, Lavinia Guglielman, Xhevdet Ferri, Anna Ferruzzo
Fotografia: Vladan Radovic
Montaggio: Roberto Missiroli
Musiche: Giuliano Taviani
Produzione: Orisa Produzioni, MiBACT
Distribuzione: Istituto Luce
Saimir è un ragazzo albanese che vive con il padre e la sua nuova compagna da qualche parte sulle coste italiane – forse nel Lazio, ma non è mai specificato. Il padre Edmund fa i soldi con i traffici clandestini dello sbarco di immigrati, movimento di ragazze vendute alla prostituzione, smistamento di lavoratori a nero nei campi e nelle fabbriche. Il ragazzo lo aiuta in modo per lo più passivo, non giovando quasi per nulla dei guadagni che ne ricava e disgustandosi dell’esito delle loro azioni. Nel frattempo osteggia il matrimonio del padre con la matrigna e conosce un giorno sulla spiaggia Michela, una adolescente sua coetanea con la quale cerca senza successo di intraprendere una relazione. Una vita che sembra destinata al fallimento e all’emarginazione viene cambiata di segno da una decisione dolorosa da parte del protagonista.
Saimir ha il merito di aver inaugurato a inizio anni Duemila una tendenza, quella di dedicarsi al racconto dell’adolescenza, che in Italia era mancata nei decenni precedenti e che nell’ultimo ventennio si è invece potentemente riaffermata – in particolare nel cosiddetto “cinema del reale” ibridato con la fiction (pensiamo ad autori come Di Costanzo e Rohrwacher o alla filmografia più recente di Munzi stesso). Guardare il mondo attraverso gli occhi dei più giovani vuol dire, come nel caso di questo film, non necessariamente trovare la risposta ad un interrogativo bensì piuttosto imparare a sostare nella sospensione di un tempo critico, problematico, enigmatico, che così bene riflette il regime ambiguo della realtà che circonda i ragazzi del nostro presente.
Regia di Francesco Munzi
88'
Italia
2004
Dopo l’esordio con Saimir nel 2004, grazie al quale vince alla Mostra del Cinema di Venezia il Premio Luigi de Laurentiis Opera Prima e il Nastro d’Argento al miglior film esordiente, Francesco Munzi realizza nel 2008 Il resto della notte, presentato nella Quinzaine des Réalisateurs al Festival di Cannes, e nel 2014 Anime nere, con cui si aggiudica nove David di Donatello e l’Efebo d’oro al miglior film. In parallelo ai lungometraggi di finzione ha sempre lavorato a film di carattere documentario, di cui i più recenti – Assalto al cielo (2016), Futura (2021, in coregia con Pietro Marcello e Alice Rohrwacher) e Kripton (2024) – hanno come centri nevralgici la testimonianza, la rivoluzione, la condizione dei giovani di ieri e di oggi.