Anni Zero

Anche quest’anno il lavoro sul futuro del cinema italiano è andato di pari passo all’analisi del recente passato, tornando ad indagare l’inizio del nuovo millennio e alcuni cineasti che, esordendo in quel momento, sono andati oltre i confini nazionali, con opere potenti e necessarie: Saverio Costanzo, la cui opera prima Private, mette in scena l’occupazione di una casa sulla striscia di Gaza da parte dell’esercito israeliano, Emanuele Crialese che con Respiro ha introdotto un nuovo racconto della femminilità e portato uno sguardo arioso sull’immaginario del Sud, e infine Francesco Munzi che con Saimir ha introdotto un nuovo realismo, capace di aprirsi alle difficoltà dell’integrazione dei migranti.