Ciao Musica | La mostra di Yuri Ancarani
Inaugurazione della mostra Ciao Musica e il Bellaria Pavilion
mercoledì 6 maggio, ore 18.00
Cinema Apollo
Le condizioni di povertà che hanno segnato questo territorio hanno dato forma a una singolare tradizione popolare: la frusta, strumento utilizzato nella gestione del bestiame, è diventata nel tempo anche uno strumento musicale che accompagna il folklore locale.
In origine usata solo dagli uomini, è legata a un preciso costume: una versione elegante degli abiti contadini indossati durante le feste del liscio romagnolo. Oggi la tradizione è mantenuta soprattutto dalle giovani donne che, proseguendo questa logica, frustano indossando gli abiti tipici delle competizioni danzanti del liscio. Questa dimensione è al centro di Piteco e il faro (2021), commissionato dal CAC di Ginevra — il Centre d’Art Contemporain Genève — per gli schermi LED della stazione, presentato inizialmente solo in quel contesto e ora al Cinema Apollo.
Il liscio romagnolo, nato alla fine dell’Ottocento, è una musica da ballo che rielabora repertori popolari ed europei, sviluppando nel tempo un ritmo sempre più incalzante; una trasformazione non lontana, per dinamica, da quella che ha portato la musica elettronica verso la techno.
Nel 2017, Yuri Ancarani presenta Whipping Zombie, un film che mostra un rituale voodoo mai ripreso prima nel nord di Haiti. La ricerca è quella di un’immagine simbolica capace di restituire la complessità di un paese ancora segnato da una sofferenza profonda, legata alla storia della schiavitù e a una memoria che fatica a trovare pace.
Il rituale, in creolo calé zombie, si svolge in un piccolo villaggio senza elettricità, affacciato su un paesaggio che può apparire come un paradiso: lo stesso luogo dove Cristoforo Colombo attraccò dopo aver attraversato l’oceano Atlantico. Lo strano urlo delle fruste, nel desiderio di farsi ascoltare, di ricordare e di riattivare una memoria del passato all’interno di una festa, mette in relazione questi due mondi. È in questa tensione che la combinazione dei due progetti trova la sua forza.
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Yuri Ancarani (Ravenna/1972) è un regista e videoartista italiano. Ha esordito con il corto Il Capo (2010), presentato a Venezia, seguito da Da Vinci (2012), incluso nel Palazzo Enciclopedico, padiglione internazionale della Biennale d’Arte curata da Massimiliano Gioni. Il suo primo lungo, The Challenge (2016), ha ricevuto il Premio Speciale della Giuria Ciné+ nella sezione “Cineasti del presente” a Locarno. Nel 2017 il «New York Times» lo ha inserito tra i registi emergenti da seguire. Nel 2021 ha realizzato Atlantide, presentato a Venezia nella sezione Orizzonti e candidato come Miglior Documentario ai David di Donatello. È stato invitato nei più importanti festival internazionali, tra cui Toronto, Hot Docs, IDFA, SXSW, Cinema du Reel, Full Frame, True/False, Taipei, Rotterdam, Viennale e New Directors/New Films al MoMA. Al suo lavoro sono state dedicate numerose mostre personali, tra cui: Hammer Museum di Los Angeles (2014), Kunsthalle Basel (2018), Castello di Rivoli (2019), Kunstverein Hannover (2022), MAMbo di Bologna (2023) e PAC di Milano (2023), dove ha presentato in anteprima il suo ultimo documentario, Il Popolo delle Donne (2023), anche selezionato alle Giornate degli Autori. Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private in tutto il mondo.