Tre minuti con…
In occasione della proroga della call del nostro concorso Tre minuti a tema fisso (nuova scadenza: lunedì 16 marzo), abbiamo deciso di dare voce ad alcuni registi che hanno già partecipato alle passate edizioni del festival. Un concorso unico nel suo genere, non solo per il formato del cortissimo, ma anche per la sfida creativa di confrontarsi con un tema proposto dal team.
GIOVANNI MERLINI
Concorso Tre minuti a tema fisso BFF43
Miglior film green – ex aequo per bać się pawia – Afraid of Peacock
Tre aggettivi per descrivere il cinema indipendente?
Disatteso. Nebuloso. Non pervenuto.
Che rapporto ha il cinema con la realtà oggi?
Temo sia sventuratamente contemporaneo e cioè inadeguatamente critico. Un cinema / torre d’avorio che snobba il proprio pubblico mentre si accontenta di un successo economico.
Tre film che sono veramente indipendenti (per te/voi).
Bisognerebbe parlare al futuro, di film che ancora devono finirsi e che quindi possono ambire ad essere veramente indipendenti. Ce ne sono molti ma eccone tre di amici e autori che ho incrociato tra varie residenze e workshop:
〜 Una volta qui era tutta città di Lorenzo Silano
〜 LOVE del collettivo Fuori Fuoco
〜 Le vacanze di Matteo Giampietruzzi
Quali sono le sfide dei giovani autori?
Più di tutto emanciparsi. Raggiungere una qualche forma di autarchia ripudiando la mimesi del sistema industria. Scoprirsi nuovi.
VERONICA ORRÙ & MARCO GENTILINI
Concorso Tre minuti a tema fisso BFF43
Miglior film green – ex aequo per Inevitabile
Tre aggettivi per descrivere il cinema indipendente?
Povero, collettivo, necessario
Che rapporto ha il cinema con la realtà oggi?
Distorto, perché nei film sembra che con un lavoretto part-time ci si possa permettere un bilocale sui Navigli.
Tre film che sono veramente indipendenti (per voi).
〜 The Odds of Recovery (2002) di Su Friedrich
〜 Intangible Body (2016) di Emelie Mahdavian
〜 How to Save a Dead Friend (2022) di Marusya Syroechkovskaya
Quali sono le sfide dei giovani autori?
Riuscire a fare film anche se i nostri genitori non sono su Wikipedia.
EMILIO TAMBURINI
Concorso Tre minuti a tema fisso BFF42
Line of Flight
Tre aggettivi per descrivere il cinema indipendente?
Precario, radicale, collettivo
Che rapporto ha il cinema con la realtà oggi?
Un rapporto idiosincratico. La realtà – sociale, politica, ecologica – rattrista e fa arrabbiare, e uno vorrebbe cambiarla, denunciarla, proporne una diversa. Ma in qualche misura, lavorare in questo sistema vuol dire comunque giocare secondo alcune delle sue regole, fossero anche solo quella del consumo e della competizione. Quindi si cerca di mordere la mano che ti nutre, di usare le – poche – risorse disponibili per immaginare qualcosa di diverso. Di non lasciarsi avvelenare dalla rabbia per lo stato delle cose, ma farla scorrere in energia creativa. E poi arriva sempre qualcuno che ti dice, direttamente o indirettamente, che ciò che è reale è razionale. Quest’idea è una finzione, e il cinema, in quanto finzione, può smascherarla. Ma è una sfida ancora maggiore farlo nel modo in cui si opera, farlo come realtà produttiva.
Tre film che sono veramente indipendenti (per te).
〜 Impressions for a Light and Sound Machine del Coletivo los ingravidos (Messico, 2014)
〜 Hypnosis Display di Paul Clipson (USA, 2014)
〜 Apocalisse di Francesco Dal Bosco (Italia, 2010)
Quali sono le sfide dei giovani autori?
Ignorare le voci che ti dicono che c’è un modo giusto di fare le cose. Riconoscere le poche che possono aiutarti a fare qualcosa di veramente tuo. Essere in grado, nel farlo, di catalizzare le energie di chi ti sta intorno e restituire qualcosa che non appartiene solo a te. Fare in modo che non ti rimanga in tasca.